Corruzione e arresti a Parma. Coinvolto delegato Enìa. Fondamentale lo strumento delle intercettazioni.

EnìA. Fondamentali le intercettazioni per il caso di corruzione e arresto di un delegato dell’azienda
Tra gli arresti, originario di Casal di Principe. Auspicandosi che anche a Reggio vengano effettuati controlli sui partecipanti agli appalti, rimarchiamo l’imprescindibile importanza dello strumento delle intercettazioni.

Nel registro degli indagati Alessandro Forni, 41 anni di Sarzana, Francesco Borriello, 41 anni originario di Casal di Principe e Gian Luca Allodi, parmigiano di 42 anni. Nunzio Tannoia, 48 anni, parmigiano, incaricato della gestione delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria di Enìa. Le intercettazioni sono cominciate nell’aprile 2009 e sono continuate fino alle ore precedenti gli arresti: «Se le intercettazioni fossero durate solo 75 giorni, noi avremmo potuto documentare un solo episodio di quelli contestati agli arrestati», riporta il Procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia. «L’ausilio del mezzo tecnico è stato indispensabile in questa inchiesta – ha aggiunto il colonnello Guido Mario Geremia, comandante provinciale della GdF – Se ci fossimo dovuti affidare alla sola documentazione cartolare sarebbe stato estremamente difficile dimostrare gli illeciti».

Leggere i commenti in un articolo uscito sulla gazzetta di Parma fa certamente pensare che non si tratti di un caso isolato. Quello che emerge è un caso di corruzione nell’indagine “Green Money” per l’assegnazione di appalti nella manutenzione del verde pubblico come rilevato in prima istanza, ma non si escludono ulteriori sorprese.
Chiederei per questo pover uomo il perdono o l’annullamento delle intercettazioni avvenute nei giorni antecedenti i 75 giorni consentiti per le intercettazioni avvenute prima dell’arresto. Alla fine è stato beccato al limite, potremmo quindi rendere i 75 giorni di limite alle intercettazioni retroattivi rispetto all’entrata in vigore della legge. Si potrebbe così salvare anche questo corruttibile personaggio. Questo poveretto si starà rosicchiando le dite pensando che per poco non ha potuto approfittare dei vantaggi offerti dall’essere dalla parte giusta, ovvero quella del corruttibile. Sarebbe stato giudicato solo per un singolo episodio di scambio di mazzette, mentre gli altri sarebbero rimasti impuniti.

Viene sottolineato il fatto che gli episodi di corruzione avrebbero avuto inizio in seguito all’assunzione negli uffici di Enìa di Nunzio Tannoia.

L’azienda prende le distanze e ingaggia un difensore a tutela della propria immagine e della estraneità dell’azienda a queste pratiche. E’ il dipendente arrestato l’unico responsabile di questa situazione?
Le dinamiche aziendali impongono controlli e supervisioni che non lasciano le decisioni in mano ad un solo dipendente privato misto pubblico, e come varie fonti affermano, i prezzi delle opere erano sempre più alti rispetto a quelli mercato. Ma nelle aziende non si punta ad economizzare le spese?
Ma siamo seri. L’azienda multi servizi più grande d’Italia, che detiene l’oligopolio, essendo il monopolio troppo limitato per l’esigenze correnti, delle forniture energetiche, idriche e del ciclo dei rifiuti, ha forse bisogno di più controlli. Quanti rischi corre la trasparenza e quindi la democrazia?

Perchè non si dovrebbe avere pregiudizi a riguardo visto che il paese di cui si parla è sempre l’Italia, che non ha mai mollato l’eredità lasciata da mani pulite e della prima repubblica, per non dover credere che non si tratti di un caso isolato?
Arrestato anche Francesco Borriello, originario di Casal di Principe. Di sicuro un nome non poco conosciuto che dovrebbe far sorgere interrogativi. Possiamo probabilmente pensare che le aziende e le istituzioni esistenti sul nostro territorio siano in pericolo dalle minacce e dagli attacchi del crimine organizzato, a cui non si stà forse dando l’adeguata attenzione.

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